La guerra dei papaveri | Papaveri e oppio | Blog tour

La Guerra dei Papaveri - Papeveri“Hai visto quello che i papaveri fanno ai comuni mortali. E considerando quello che già sai sulla dipendenza, le tue sono conclusioni ragionevoli.
L’oppio rende saggi gli stupidi. Distrugge l’economia locale e indebolisce interi paesi.”

“…Il papavero, più di qualsiasi altra cosa, mette in mostra la doppia natura degli allucinogeni.
Il papavero si usa in tre maniere. nella sua forma più comune di palline d’oppio fumate con una pipa, questa pianta ti rende un inetto. Ti intorpidisce e ti soggioga.
Poi esiste l’eroina, che da persino maggiore dipendenza e viene estratta in forma di polvere dalla linfa del fiore.
E i semi? Sono un sogno per gli sciamani. Questi semi,  se usati con la giusta predisposizione mentale, possono darti accesso all’intero universo racchiuso nella tua mente.”

E con questo estratto direi che si capisce abbastanza bene uno degli argomenti principali del libro “La guerra dei papaveri” di R. F. Kuang edito da Mondadori Oscar Vault .

Siamo cresciuti fin da piccoli con la credenza che dentro ai papaveri ci fosse la droga, o almeno, io pensavo fosse così. Quando ero bambina, stavo giocando per la strada insieme a degli amici, raccolsi un papavero, lo annusai e mr. bambino rompi coglioni di turno me lo stappò di mano urlando che stavo annusando della droga. Ovviamente a cena partì il terzo grado ai miei genitori sul perché nei papaveri c’era la droga e se annusare un papavero facesse di me\ noi dei drogati.
Sono passati più di 20 anni da quel giorno e vi posso assicurare che no, non c’è la droga nei papaveri. E potete annusare tutti i papaveri che volete senza finire con la bava alla bocca su un marciapiede della vostra città.
La scoperta più sensazionale che ho fatto da bambina è che il “nostro” papavero, quello rosso e bello che trovate praticamente ovunque è un normalissimo fiore. Eh si, niente droga.

Ma il papavero come tutte le piante appartiene ad una famiglia molto numerosa che si chiama Papaveraceae e Wikipedia mi dice che sono una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni. BOH. Vabbè.
Tutto questo per dirvi che in questa bellissima e numerosissima famiglia appartiene anche IL PAPAVERO DA OPPIO e il suo nome vero è tutto un programma: Papaver somniferum. E qui, la droga c’è.

L’oppio si ricava dal lattice che esce dalle capsule del fiore. Viene poi messo all’aria per farlo diventare una specie di resina scura, che poi viene impastata in panetti e consumata da simpatici o simpatiche signore in cerca di sballo. Wikipedia inoltre mi dice che è dal sapore amaro e dall’odore dolciastro. 

In antichità veniva usato come sedativo e molti personaggi illustri della storia ne hanno fatto uso, e non solo come sonnifero. Anzi! Dall’estremo Oriente all’Europa, l’oppio è diventato una delle droghe più consumate dall’uomo. Sono scoppiate anche due grandi guerre a causa di questa pianta che si chiamano proprio “guerre dell’oppio”.

R.F. Kuang, l’autrice del libro, ha descritto perfettamente lo smarrimento e la devastazione provata dalla dipendenza da questa sostanza stupefacente. Ho trovato però, anche, davvero affascinante, la parte più “psichedelica” e “sciamanica” dell’oppio.

Perché nel libro si trova proprio una duplice storia legata a questa droga, se da una parte è una sostanza che devasta l’uomo, dall’altra lo eleva in stati di coscienza superiori. Davvero molto interessante e affascinante.

Spero che la mia storia personale e questo piccolo approfondimento vi siano piaciuti!
A breve arriverà anche una recensione approfondita del libro!

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